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Università di Lecce forever

di elmoreleonard (25/11/2005 - 15:28)

BANDIERA BIANCA

 

Non ho idea di quello che le televisioni locali abbiano passato nei rispettivi servizi sulla presentazione del suo ultimo film Musikanten, che Franco Battiato ha tenuto all’Università di Lecce, presso il centro Ecotekne, il 24 novembre. Personalmente, da cineamatore molto dilettante, ero presente con la mia piccola videocamera, emozionato all’idea di seguire e riprendere il discorso del maestro intorno alla musica e al suo lavoro cinematografico, di fronte ad una platea colma di studenti. In realtà, il filmato che ora mi ritrovo tra le mani è la penosa testimonianza dell’ennesima, tragica disfunzione della tanto osannata e pubblicizzata università leccese, che – nonostante la crescita di iscrizioni e di attenzione anche internazionale – riesce ancora a farsi notare per i disservizi e le pessime impressioni destate nei suoi fruitori e negli occasionali ospiti.

Il fatto. Un cielo pomeridiano degno dei Fleurs fa da sfondo all’ingresso in un uditorio pieno di ragazzi frementi. Quando entra il maestro, l’applauso è spontaneo e scrosciante. Le telecamere, intanto, riprendono. Dopo le solite, dovute premesse di assessori, sindaci e musicologi vari (che per fortuna sanno di essere istituzionalmente noiosi e che il pubblico non è lì per loro), prende la parola Franco Battiato. È un uomo imponente, oltre che carismatico, e dunque l’attenzione significa immediato, religioso silenzio. Battiato sfrutta i seguenti quindici minuti per raccontare l’esilarante aneddoto della presentazione dello stesso film a New York. Il pubblico ride, ogni tanto applaude, senza esagerare. Sul grande schermo alle spalle della cattedra da cui Battiato parla, appare la schermata iniziale del film. Ci è voluto un po’, i tecnici hanno cambiato il portatile che dovrebbe leggere e trasmettere la pellicola (ovvero il dvd). Prime avvisaglie di un problema tecnico. Nel frattempo, Battiato conclude il suo racconto e si rivolge verso la sinistra, dove un paio di persone cercano disperatamente di far funzionare il computer. È probabilmente in quel momento che il cantautore/regista e la maggior parte della sala si accorgono della sorpresa: l’ascolto del film è affidato a due minuscole casse portatili, il che non solo stride, ma è addirittura ridicolo se si considera l’ampiezza dell’aula e il fatto che siamo praticamente alla “prima” di un film presentato a Venezia, con il regista in sala. Non ci vuole molto perché la grottesca situazione esploda, mettendo in ridicolo quegli stessi amministratori che mezz’ora prima avevano decantato le lodi dell’evento, e che ora declinano colpe e responsabilità. Battiato sorride con aplomb, ma è chiaro che condivide la stessa rabbia diffusa in platea. “Eh no, - dice mentre uno cerca di migliorare l’audio avvicinando un microfono (!) alle casse – su questo film c’è un lavoro lungo e importante sul sonoro, non può essere ascoltato così”. Che figura.

Gli studenti fischiano ancora, il caos cresce nell’imbarazzo degli organizzatori. Il film, unica certezza, non sarà più proiettato.

Torno a casa e rivedo il filmato. Un’immagine vista altre volte durante i miei anni di università. Ma adesso non sono più sicuro di poter dire: un’occasione sprecata. Si tratta, più che altro, della solita, endemica deficienza strutturale e organizzativa dell’ateneo salentino.

 

Elmoreleonardmichigan

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