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FALLUJA - Estratto

di elmoreleonard (23/11/2005 - 15:41)

 

La città censurata. Sono pericolose le informazioni che escono da Falluja. I pochi giornalisti che hanno cercato di diffonderle ne sanno qualcosa. Wa’el Issam di Al Arabiya è stato arrestato dalla polizia irachena all’aeroporto di Baghdad il 28 marzo 2005 mentre usciva dalla città con alcune videocassette, che gli sono state sequestrate. È stato rilasciato su cauzione l’11 aprile ma non può ancora lasciare il Paese. Il suo collega Abd el-Qader as-Saadi è stato arrestato durante l’operazione di novembre, come Buhran Fa’sa, l’operatore di Lbc, che denuncia di essere stato picchiato perché i Marines «erano arrabbiati con i network televisivi come Al Jazeera». Gli hanno portato via «la telecamera e tutto l’equipaggiamento». Mark Manning era il solo giornalista indipendente americano a Falluja a novembre, oltre a Dahr Jamail. Ha girato un documentario, ma tutte le cassette gli sono state rubate in una stanza d’albergo di Los Angeles.
In Iraq l’informazione è assediata su tutti i fronti. Giuliana Sgrena è stata rapita a Baghdad proprio mentre realizzava per il manifesto un’inchiesta sugli sfollati di Falluja. Ad Amman abbiamo incontrato Justin Alexander, giovane cooperante inglese che a Baghdad incrociò la storia di Enzo Baldoni, il nostro collaboratore ucciso in Iraq il 26 agosto dell’anno scorso. Nelle ultime settimane stava lavorando anche su Falluja, poi un amico fidato iracheno lo ha avvertito che il suo nome compariva in una lista diffusa dal sanguinario gruppo armato Ansar al-Sunna, che avrebbe pagato bene chi glielo avesse consegnato. Anche Baldoni era entrato a Falluja pochi giorni prima dell’ultimo viaggio a Najaf.
All’ottavo giorno di battaglia, l’alto commissario Onu per i diritti umani Louise Arbour dettò un duro comunicato: «Tutte le violazioni dei diritti umani – inclusi attacchi intenzionali a obiettivi a civili, attacchi indiscriminati o sproporzionati e uso di scudi umani – dovranno essere indagate e i responsabili di tali violazioni saranno portati in giudizio, siano essi membri della forza multinazionale o insorgenti». Alla sessione Onu sui diritti umani dell’aprile scorso a Ginevra, però, non ne ha voluto parlare nessuno. La storia di come venne esportata la democrazia a Falluja non deve essere raccontata.

Elmore Leonard. Fonte: Diario e altre pagine su web di informazione bellica indipendente

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