Tutto sull'Original Dixieland Jass Band
IL BIOGRAFO DI NICK LA ROCCA
Un biografo inesperto ma appassionato, un’ossessione lunga venticinque anni, una leggenda vivente del jazz: Nick La Rocca, leader della straordinaria Original Dixieland Jazz Band. Sono le premesse del romanzo di Salvatore Mugno, siciliano come uno dei due protagonisti, che narra nel romanzo edito da Besa la storia della Band di New Orleans che per prima al mondo incise un disco di musica jazz.
Siamo nel 1917. In quell’anno Harry Brass, il futuro biografo di Dominique La Rocca (1891-1961), il cornettista italoamericano figlio di un ciabattino siciliano emigrato negli States, non è ancora nato. Vent’anni dopo, il diciassettenne Harry assiste alla March of time in cui Louis De Rochemont ricostruisce la storia della mitica ODJB e la nascita dello swing. Da quel momento, la vita del promesso ingegnere Harry Brass non sarà più la stessa. Accantonato il lavoro, Brass sacrifica sempre più tempo, denaro ed energie nella stesura della monumentale biografia di quell’uomo eccezionale che già negli anni ’20 si proclamava inventore indiscusso del jazz, ponendosi sfacciatamente al centro di un epoca favolosa e della maggiore rivoluzione musicale del Novecento: ovvero il cornettista e trombettista Nick La Rocca, l’Età del Jazz. Il biografo di Nick La Rocca è un racconto abilmente alternato di due vite remote che si incrociano, delle vicende spesso sfortunose per tirare fuori la grande biografia, dei viaggi nelle città americane ed europee in cui Brass si tuffa per ricostruire la vita del suo idolo (e per rifarsi la propria). Il romanzo di Mugno è dunque un recupero romanzesco ed avvincente, basato su documenti storici inediti e dimenticati e su fatti quasi tutti realmente accaduti, della vita e delle opere di un obliato personaggio del panorama musicale del Novecento: il gradasso, vanaglorioso, bizzarro e geniale cornettista che fece sognare e ballare l’America e poi l’Europa appena uscite dalla Grande Guerra, destando scandalo e ammirazione, e segnando un punto cruciale nella nascita del jazz moderno. Ma il libro è soprattutto la storia di La Rocca vista con gli occhi del suo Official Historian, personaggio intraprendente, tenace e altrettanto eccentrico, innamorato di Jaguar, di bevande all’assenzio e ricche colazioni nei migliori ristoranti d’America.
Una scrittura asciutta, lucida, a tratti ironica, a tratti sincopata come il ritmo delle musiche evocate tra le pagine, ma sempre immediata. Un racconto di jazzisti e jazz, di rocamboleschi viaggi e immersioni nel glorioso passato, di personaggi disposti a tutto pur di entrare, in un modo o nell’altro, nella storia del jazz. Un libro che non può assolutamente mancare nelle letture di chi ama il jazz e di chi vuole riscoprire una delle pagine più affascinanti per la nascita del ragtime, delle orchestre di swing e dell’epoca leggendaria e ruggente degli anni ’20.
Elmore Leonard, Michigan
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