Ciao sono elmoreleonard
Vedi il mio profilo


Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us

KRIMINAL!

di elmoreleonard (12/09/2005 - 17:03)

Kriminal: il fumetto di Magnus e Bunker nella letteratura nera

 

Per chi si occupa di letteratura ma ha un occhio di riguardo al fumetto, come me, un capolavoro, nonché una indimenticabile figura di personaggio vive nelle gesta di Kriminal. I lettori con almeno quarantacinque anni ricorderanno con un brivido l’antieroe che a partire dal 1964, in coppia con Satanik, iniziò a viaggiare in strisce tascabili nelle tasche degli adolescenti di allora, seminando il panico tra i genitori. Kriminal e Satanik come Diabolik, probabilmente meglio di quest’ultimo, tutti sicuramente portatori di una lettera malefica, la K, simbolo del killer, di assassinio, intreccio perverso, terrore; eppure i primi due più veri, più crudi, terribilmente realistici: ecco la forza di Kriminal, la sua attinenza con il sostrato sociale di quegli anni (invero ancora attuale).

Certo anche Kriminal, ideato da Luciano Secchi (Max Bunker) e perfezionato dalle chine del compianto Roberto Raviola (Magnus), come Diabolik ha una terribile compagna, va in giro in calzamaglia (quella col disegno dello scheletro giallo) e si camuffa in ogni situazione, assumendo molteplici e inafferrabili identità. Ma Kriminal è un personaggio vivo, contingente, possibile. Kriminal incute timore proprio perché sembra vero. Mentre Diabolik vive e opera in un mondo asettico, dominato dalla freddezza e dal perfezionismo, Kriminal si inserisce in un sistema realistico, cupo, dove torbidi inganni, doppi giochi e delitti sono uno specchio della realtà; ed è questo che permette a Kriminal di inserirsi a giusto titolo nel pianeta della letteratura noir e, appunto, criminale, la stessa che – disegni a parte – ritroviamo nelle pagine di scrittori come James Ellroy (quello di L.A. Confidential, da cui fu tratto un tenebroso film da oscar) o J.P. Manchette. Il paragone tra fumetto e libro non sembri azzardato, perché entrambe le forme, almeno all’interno del genere nero, e per certi versi addirittura più il fumetto del libro, descrivono lo spettacolo quotidiano del crimine e dell’orrore: e il fumetto, con i suoi chiaroscuri, le luci e le molte ombre, le strisce nere, le espressioni di violenza immortalate sul volto dei personaggi, ben riproduce la ferocia e la deriva del sistema sociale.

A questa metafora anarchica, politicamente scorretta e colma di inquietudine, Bunker e Magnus aggiungono, sotto un profilo estetico, un grande valore: una scrittura visionaria, tragicomica, traboccante di tensione emotiva e suspence; e un disegno lineare, realmente malefico, affascinante.

Kriminal è insomma un’opera di pregio, e a prescindere che lo si conosca o meno costituisce un caposaldo della rivoluzione artistica che dagli anni ’60 in poi (riallacciandosi alla tradizione letteraria americana e francese degli anni ’30) portò sulla carta un universo di violenza diffusa, conosciuta, eppure pudicamente inedita, sostituendosi così a quei fumetti in cui vigeva il tradizionale trionfo del Bene sul Male.

Tutto e tutti crollano tra le pagine di Kriminal: politici, poliziotti, malavitosi, lo stesso Kriminal che soccombe ad un destino crudele per la morte dei propri cari. E se anche Magnus e Bunker tratteggiano le vicende con sarcasmo, quasi a ricordarci che si tratta solo di fumetti, alla fine dell’albo resta un profondo senso di angosciosa inquietudine.

 

ElmoreLeonard

Vota questo post


Commenta:




(Inserisci qui l'indirizzo del tuo blog o del tuo sito personale)

Scrivi le cifre che leggi nel box

(In questo modo si prevengono gli invii automatici)