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Le non letture di Elmore

di elmoreleonard (09/09/2005 - 13:01)

Credo che si possa, in generale, giocare e insieme fare seriamente, celiare eppure dire al tempo stesso la verità la verità. D'altronde, se il mondo fosse sempre nettamente diviso in due e solo due parti, il buono e il cattivo, la verità e la fantasia, il bianco e il nero, ecc..., se fosse così sarebbe davvero la fine. Dove andremmo, cosa saremmo senza le sfumature, le ambiguità, i diversi toni di colore? Si può essere antiamericani ma non per questo filosovietici (negli anni '80), o filoarabi, o checcazzoneso. Tutta questa premessa per dimostrare che, affermando che uno è un ottimo scrittore, non necessariamente si sta dicendo tutto il contrario, ovvero che si tratta di una presa per i fondelli: come a dire sei una schiappa. Così come non necessariamente è proprio quello che si voleva dire sic et simpliciter. C'è della verità, nell'affermazione, ma una piccola parte di quest'ultima ha una connotazione, ad esempio, ironica. Una questione di figure retoriche, suppongo (e di figure retoriche, immodestamente, me ne intendo. Ne conosco almeno una quindicina!). Dunque, il caro amico ap, sentendosi rivolgere l'appellativo di ottimo scrittore, non storca il naso temendo uno sfottò, ma si convinca, da persona intelligente (anche se non la conosco personalmente), che una delle possibili interpretazioni (non l'unica) possa essere: scrittore valido con ampi margini di miglioramento.

Che ne dite? La meravigliosa lingua italiana - una delle poche cose di cui essere orgogliosi in questo Paese di merda - non riserva sempre infinite e strabilianti sorprese? Non è forse la lingua, o linguaggio, o parola, il dono più bello?

Passando alle letture di Elmore, direi sinteticamente e presuntuosamente che faccio prima a enumerare le cose che NON leggo, così non annoio ad elencare una sfilza di autori che peraltro tutti i lettori hanno o potrebbero avere nella propria libreria. Dunque, NON ho letto tanti libri importanti: Proust, ad esempio (anche se cellò); non ho mai finito il Processo di Kafka, e forse morirò non avendolo letto; mi mancano numerosi autori italiani contemporanei, ma posso dire di aver letto tutto Dazieri (tre romanzi e qualche racconto); non ho mai completato un romanzo di Dostevskij (e per questo reato potrei rischiare la galera) ma ho letto tutto Marquez (facile, direte); conosco i poeti francesi simbolisti e decadentisti, fino a Valery, qualcosa dei poeti russi, in primis Majakovskij, poi Montale, i poeti inglesi da Shelley in poi fino ad Auden e Sylvia Plath, ma ignoro il sottobosco italiano contemporaneo, tranne il poeta ap; di Hemingway ho letto solo Il vecchio e il mare, di Pavese un cazzo ma sogno ogni notte di leggere La luna e i falò e vi assicuro che lo farò; ho letto parecchio W. Burroughs e Ginsberg, ma non Walt Whitman; non ho letto la Allende ma ho letto qualcosa di Artaud; Neruda come l'avemaria, i giapponesi ma non quel folle di Mishima, La nausea di Sartre si Jorge Amado non ancora, ecc.........................

Ho letto vagonate di fumetti e qualche rivista pornografica, la cui cura per i particolari è sempre motivo di enorme sorpresa per me.

Sul cesso amo tantissimo leggere fantascienza, Topolino e le etichette di shampi e saponi.

Elmore Leonard, Michigan

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