Ed Bunker, la canaglia
Premetto di aver già iniziato a litigare con l'editor del blog. Stamani mi era scivolato tra le dita un ottimo - senza presunzione... - articolo su Bunker, ma non lo vedo postato. Pazienza (non Andrea), lo riscriverò. Ma in compenso ho visto già 5 commenti, e la cosa mi entusiasma e scioglie ulteriormente (further) la mia briglia sciolta.
Dunque, voi non lo sapete, ma vi parlavo di Bunker. Edward Bunker, classe 1933, grande canaglia, criminale, incendiario a non ancora cinque anni del garage di un vicino (ma chi non darebbe fuoco al vicino cacacazzi, come i Punkreas, il notorio gruppo oi! della scena milanese, cantavano qualche anno fa???); e poi subito subito prigioniero tra le mura di San Quentin, a soli 17 anni, il più giovane galeotto della storia del penitenziario. Insomma criminale in erba, non malvagio ma figlio della società e della degradazione del sistema familiare, Bunker aveva un Q.I. pari a 152, genere Einstein o giù di lì (e poverino, con un genio così ha fatto prima il rapinatore e poi è sprofondato nella orrenda pratica della scrittura; benché per lui questa sia stata la via di salvezza), ma usò la sua testa per usare la pistola nei supermercati e nelle banche, o almeno ci provava, e le mani per portare alla bocca quantità di stupefacenti, dai cannabinoidi alla benzedrina. Proprio di oggi, peraltro - parentesi molto libera sull'argomento droga - la morte di un ragazzo in quel di Milano, che, non accontentandosi di farsi la cannetta, si è sniffato (sniffer, tremebonda pratica di importazione statunitense?) il gas di una ricarica per accendini. Ma dico: si può?
Comunque, il buon Bunker si disfa le ossa, entra ed esce di galera, diventa latitante e poi ricercato speciale dell'FBI, addirittura in una invidiabile top ten dei peggiori ceffi d'oltreoceano. Finché incontra un tizio, compagno di cella, tale Chessman. Che come persona non è un granché (stupratore, rapinatore, bandito della cd. Luce Rossa) ma di interessante ha dalla sua quella di aver scritto un racconto per una rivista patinata per soli ometti. Così, ispirato dal buon Scacchista, Bunker inizia a scrivere fior di romanzi, che pubblicherà all'uscita della galera, e da lì in poi lui diventò grandissimo e per noi tutti fu segnato la fine.
E' il 1973, l'anno di No Beast So Fierce (Come una bestia feroce), il principio di una nuova e inaspettata carriera come crime novelist e come sceneggiatore e attore per Hollywood poi. Per Bunker, il principio della fama e del successo, nonché la via d'uscita da un'esistenza devastante e sciagurata (benché avventurosa). Per noi, la fine. Perché, da quando la canaglia Ed ha steso Cane mangia cane, Educazione di una canaglia e Animal factory (che è anche un film molto interessante con Willem Defoe, Steve Buscemi e lo stesso Bunker nei panni di sceneggiatore e attore), da questo momento in poi non c'è più spazio per la finzione. Bunker ha preso la sua vita e ne ha fatto una serie di romanzi crudeli e crudi, senza filtri letterari, senza invenzioni, soprattutto senza compromessi. Ha preso la sua esistenza criminale e ha piantato una croce, ne ha fatto un caposaldo della letteratura criminale, né più né meno. Bunker ha ridato vita con il proprio sangue e la sua stessa pelle ad un genere letterario, il noir, la crime novel, che altrimenti rischiava di cadere in mano a pivellini (senza nulla togliere a quel romantico, mistificatore e altrettanto figlio di buona donna di Auguste Le Breton).
Altro che raccontini e romanzetti polizieschi. Bunker è scappato dagli sbirri per tutta la vita, ecco perchè lui e solo lui poteva raccontarcelo. Poteva, perchè il 19 luglio di quest'anno la simpatica canaglia ha lasciato le penne (purtroppo in un letto d'ospedale e non per strada), e ci ha lasciato pure lo straordinario cameo di Mr. Blue in Reservoir Dogs, Iena tra le Iene dei quella Iena di Tarantino, e persino una consulenza su come fare il criminale all'amico e ammiratore (!) Robert De Niro, alle prese con lo sbirro Pacino in The Heat, La sfida.
Insomma, se non avete la fedina penale sporca e una Browning che vi gonfia la giacca, o se almeno non vi siete fatti un po' di gattabuia per risse o stupefacenti, non tentate la via del poliziosco-criminale-romanzonero, perchè quella è roba per tipi molto duri. Ed Bunker insegna.
Elmore Leonard, Michigan
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